Devi avere grandi occhi per
capire il buio
pupille golose di riflessi
uno stomaco di porcellana
che sia bello da vedere
un amico con un chiodo fisso
su cui attacchi la giacca
e il suo posto vuoto nella
foto da passaporto
devi avere farfalle ammaestrate
che riportino indietro il
profumo di donne sparite
e che rivedi camminare per
strada
con l’andatura di un foglio
strappato
devi fermarti a guardarti le
dita
fidarti della loro assoluta
franchezza
camminare tra le cosce del
cielo
e le nuvole elastiche
dritto nel sudore di pioggia
discreto con i barristi in
vena di confessioni
impaziente con le vene delle
parole
devi aspettarti il più
grande rumore
che tu abbia mai ascoltato
quello del vuoto che si
riempie
nell’attimo in cui non c’è
rimasto niente
devi ricordare la carne e
l’inchiostro
per poter aizzare l’amore
contro i pensieri agguerriti
del furioso mondo che sempre
sorride.
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