Come gli occhi
che spurgano
lenti
allungati
da liquida meridiana
un pezzo di tempo
non segnato
cade nel cuore aperto di un bicchiere
e sul versante destro
del vetro
si arrampica un insetto
un punto e una virgola
con ali ed occhiali
si ferma
tra l'impronta umida
e una radice
di finto cristallo
una mano calda
la sua terra che trema
punta la cima
baciata dal vento
di labbra scheggiate
lo vedo guardare dall'alto
lo specchio giù in basso
dove galleggiano
pensieri zavorra
come molliche
su una tovaglia
e poi
il gesto che scaccia
il volo fratello
dell'ultimo sorso ingoiato.