La piazza ora
è un ragno schiacciato
eppure
quando si arrampicava sulle nostre facce
ci faceva sorridere
come può fare il baffo di un gatto
che sfiora le dita
neanche il sole ci dava prurito
con i suoi spilli appuntiti
a tener ferma la stoffa scura degli alberi
lì abbiamo perso quattro passi
e una vite del cuore
abbiamo sfamato un cane
raccolto la pioggia dentro le occhiaie
e bevuto un tè
di parole confuse
a pensarla adesso
distorta
sporca di quel silenzio
che macchia la gola
banalmente morta
di sangue e di storia
così blu come le scarpe
che indossa il tram vuoto
dietro la curva.
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