martedì 28 febbraio 2012

La gabbia

  E' come saltar fuori dalla gabbia
  e stracciare in volo l'instabilità del momento,
  il sorriso dell'angoscia e la sua scala di valori
  la barba di tre giorni è l'unico segnale
  qualcosa in me ancora vive;
  si muove come un felino senza coda
  approssimandosi controvoglia, controvento,
  al prossimo pensiero che esplode nella testa.
  Bisogna starsene da soli,guardare il fuoco da lontano,
  per poi dimenticare lentamente
  i sorrisi presi in prestito e mai restituiti,
  il fiato che mi manca presto tornerà
  ed appannerà il vetro freddo,
  non guardarmi,
  tra le sbarre a volte entra anche il sole
  e non fa’ stupide domande,
  mi chiede soltanto quanto manca alla notte,
  per strisciare via
  mentre tu ancora non sai
  che ti sto regalando un biglietto per il niente
  che da sempre è tutto quel che ho.

( La strada è un mostro e divora tutto  -2005 )

venerdì 24 febbraio 2012

L'ora

Mi sono detto “ è l’ora”,
come uno scherzo di pessimo gusto
perché ci sono birre, ci sono muri negligenti,
ci sono giorni in cui il sole non passa
ed anche se ci fosse
sarebbe un uomo che attraversa la strada,
ed io starei a guardarlo pensando
che è l’ora di dividersi in parti uguali
per sorreggere l’aspettare, per fare la forza,
ma per cucire gli strappi ci vuole mano ferma
e occhio e pazienza, ci vuole agonia
e una musica di sottofondo che ti disegni sul viso una bocca;
ed insieme alla carne, a filamenti di parole,
alle chiavi scagliate sulla porta,
si muove la fredda lama dell’alba e gli occhi tagliati
c’è un punto dove mi sbuccio un ginocchio
cadendo dal sonno, dalla sella dei nervi,
disarcionato in una lunga conservazione
dentro una stanza che lentamente si riempie d’acqua
e ti tieni stretto le tue branchie, le tue sigarette di scorta;
io non so più il sapore dell’inchiostro,
rubo la fame persa nel rumore di frigorifero,
spremendo la fatica assumendo espressioni
di un pensare sgargiante e regolato al minimo,
è l’ora di dire parole di un colore netto
di mandare al diavolo perché lo conosci bene
di mettere il cuore nel portafogli
come una bustina di Oki ,da usare se serve.


( Terra Bruciata - 2011 )

martedì 21 febbraio 2012

Di fianco alla notte

Non vi capirò mai
uomini donne e pezzi di sogni
tutte queste parole imbardate
questo volare sbattendo le dita
mostrare il vuoto in mezzo al nulla
come fosse la collezione più bella
non capirò mai il senno di poi
i cuori indisposti dentro braccia di cristallo
di fianco alla notte
come un bastone per camminare.

lunedì 13 febbraio 2012

L'equilibrio della fragola

I

Spuntano tuoni dalle tasche di uomini e donne lampi di lacrimosità dialettiche
quando piegano il capo o alzano lo sguardo privo di voglie
a cercare inesistenti barche di carta nel mare oleoso e contratto nei gesti
e la meraviglia di strade ciondolanti come panni stesi al sole imperturbabile
la nuvola di fumo che mi precede che mi cammina davanti come un'amica triste
mi fa sembrare senza occhi.

II

Eravamo sguardi dispari e tremare costante di vertebre
in attesa dello slancio con la lingua in comune in un volo plasmato dai tanti respiri
però il sole era pur sempre il sole e i piedi avevano difficoltà a scaldarsi
poche parole rimaste come gli ultimi numeri di una tombola
è stato esaltante ogni cambiamento d'umore ogni tentativo di morte e rinascita
ad ogni vibrazione cardiaca c'era un qualche pezzo che si perdeva.

III

L'amore comincia dal principio senza mai scomporsi
è l'equilibrio della fragola e siamo in FebbraioStazione a fare la fila
c'è tempo da nascondere e tempo da infilare nelle pagine di un libro appena regalato
c'è tempo per provare teatralmente a fare pena o per fare gli eroi dimezzati dagli eccessi
avere un cristo da pregare di nascosto una testa da radersi
e la speranza stanca dorme con i tappi alle orecchie.

IV

Firenze sapeva di brace e di costernazione e di legno per tarli indigesti
sapeva cose che io neanche immaginavo e perdevo punti e confronti
si concedeva un'ora d'aria tra i Barbari gonfi di cibo e i Romani impazienti
tra gli eserciti da marciapiede e le bandierine di plastica
si poteva vederla passare diffamata dai suoi starnuti con le zanzare per mano
mentre una musica presa in prestito da altri sogni stordiva la nostra volontà.

V

Non crederò più alle tue parole neanche alle pause tra l'una e l'altra
quando un uomo e una donna si abbracciano forte i polmoni si fondono
sembra quasi che l'istante si fermi ma così non è in nessun perdono
un corpo solo una sola anima una sola passione impazzita
una stanza una piazza uno schiaffo di vento giudice invisibile
sono le innumerevoli ossa di quel tempo che non si riesce a trovare.

VI

I petali dei giornali dentro al nostro costante e pesante sonno
camminiamo sibilando da soli parole che sono l'inizio di mille storie da serpente avvinghiato
e la strada è una vecchia donna con al dito la fede nuziale
è un bambino che cerca sorprese nei suoi occhi riflessi su uno specchio di sogni
io sono un uomo in mezzo ad altri uomini
in mezzo a tutto e lontano da tutto. 



( 2008 )