lunedì 13 febbraio 2012

L'equilibrio della fragola

I

Spuntano tuoni dalle tasche di uomini e donne lampi di lacrimosità dialettiche
quando piegano il capo o alzano lo sguardo privo di voglie
a cercare inesistenti barche di carta nel mare oleoso e contratto nei gesti
e la meraviglia di strade ciondolanti come panni stesi al sole imperturbabile
la nuvola di fumo che mi precede che mi cammina davanti come un'amica triste
mi fa sembrare senza occhi.

II

Eravamo sguardi dispari e tremare costante di vertebre
in attesa dello slancio con la lingua in comune in un volo plasmato dai tanti respiri
però il sole era pur sempre il sole e i piedi avevano difficoltà a scaldarsi
poche parole rimaste come gli ultimi numeri di una tombola
è stato esaltante ogni cambiamento d'umore ogni tentativo di morte e rinascita
ad ogni vibrazione cardiaca c'era un qualche pezzo che si perdeva.

III

L'amore comincia dal principio senza mai scomporsi
è l'equilibrio della fragola e siamo in FebbraioStazione a fare la fila
c'è tempo da nascondere e tempo da infilare nelle pagine di un libro appena regalato
c'è tempo per provare teatralmente a fare pena o per fare gli eroi dimezzati dagli eccessi
avere un cristo da pregare di nascosto una testa da radersi
e la speranza stanca dorme con i tappi alle orecchie.

IV

Firenze sapeva di brace e di costernazione e di legno per tarli indigesti
sapeva cose che io neanche immaginavo e perdevo punti e confronti
si concedeva un'ora d'aria tra i Barbari gonfi di cibo e i Romani impazienti
tra gli eserciti da marciapiede e le bandierine di plastica
si poteva vederla passare diffamata dai suoi starnuti con le zanzare per mano
mentre una musica presa in prestito da altri sogni stordiva la nostra volontà.

V

Non crederò più alle tue parole neanche alle pause tra l'una e l'altra
quando un uomo e una donna si abbracciano forte i polmoni si fondono
sembra quasi che l'istante si fermi ma così non è in nessun perdono
un corpo solo una sola anima una sola passione impazzita
una stanza una piazza uno schiaffo di vento giudice invisibile
sono le innumerevoli ossa di quel tempo che non si riesce a trovare.

VI

I petali dei giornali dentro al nostro costante e pesante sonno
camminiamo sibilando da soli parole che sono l'inizio di mille storie da serpente avvinghiato
e la strada è una vecchia donna con al dito la fede nuziale
è un bambino che cerca sorprese nei suoi occhi riflessi su uno specchio di sogni
io sono un uomo in mezzo ad altri uomini
in mezzo a tutto e lontano da tutto. 



( 2008 )

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