mercoledì 19 settembre 2012

Panchina



Ci sono quei pianoforti che trovi in qualche posto
e cazzo vorresti saperli suonare
certe nuvole morte che non diventeranno mai cane
e passano mediocri come i mal di testa
quelle donne infiocchettate e spedite alla vita
che per te hanno solo la circostanza
le annusi come uno sciamano da bar
col cucchiaino d’argento come bastone
ci sono ore che non hanno petto
con la grazia perduta di un appuntamento in fondo alla strada
anche i vecchi amori diventeranno vintage
tu guarderai le previsioni dei sogni
e le riviste gelide delle sale d’aspetto
ci sono persone da ringraziare
in fila sotto un portico d’acqua e fili di legno
ci sono le giostre che non ti hanno aspettato
le madri delle tue passioni a pulirti la bocca
i biglietti prenotati mille anni fa
per quel posto che non esiste e dove vorrei aspettarti
vestito di tutto punto con un pettirosso nel taschino
che beve la pioggia dalle mie smorfie
mi riconoscerai guardandoti allo specchio
e ci sono le stupide parole e le parole stupide
le stazioni per partire e per tornare
e quelle per mostrare il proprio cuore di cuoio
appeso di lato a portata di fuga
ci sono io in un chiosco di luce
a guardare il furore di gente che corre
che urla che muove le mani
a chiedere un caffè macchiato caldo
pensando che un pezzo di te
sarà il verso di una stupida poesia.

venerdì 14 settembre 2012

La voce



Quest’uomo è sempre al telefono.
Parla, parla, non mi sembra che ascolti.
Sovrasta il rumore della mia lattina di birra che si apre,
delle mie ali chiuse come una giacca appesa,
le orecchie mi fischiano e mi deludono;
quest’uomo forse dice la verità o forse no,
forse ribadisce un concetto,
forse la sua lingua è d’amianto
o solo una puntina da disegno.
Quest’uomo si è scaraventato giù da un ‘idea
parafrasando l’amore simmetrico degli esseri
e due lacrime di gesso hanno sporcato la strada,
nel momento in cui ricalcavo la mano
su foglio a quadretti,
che interrogavo lo specchio
sulla storia della mia anima;
ho messo le ali in una busta di plastica
e finito la birra con gli occhi chiusi.