mercoledì 25 gennaio 2012

La resurrezione del mio umore


La gente parla
con gli occhi spenti
riconosco le vocali sibilate
di storie spiate attraverso una mezza bugia
la pioggia in faccia
è la gogna di un mese già finito
col suo bagaglio trasandato sotto al braccio
ci sono mulinelli di sogni che ci risucchiano
verso un ipotetico tempo
sempre in tempo
ad accarezzare cani incontrati per strada
o a migliorare il nostro accento
per ingannare il giusto momento per restare
e per partire
e far cadere tra le mani un sorriso
stupido come un inchino al temporale
la resurrezione del mio umore
è una carezza inodore
un fazzoletto di pelle
che asciuga la strada e i suoi fantocci
un pallone tirato su un muro
ragione di essere un rimbalzo
di ragionata instabilità
non sai la fatica
di avere un cuore di legno
in un mondo di tarli
il fuoco bevuto non fa che scaldarmi.

mercoledì 18 gennaio 2012

Errori

I comunemente detti errori
dormono sempre meno di te
li trovi svegli a ciondolare sulla sedia
come calzini stesi al vento
sono figure mitologiche
metà risata metà rimpianto
che hanno unghie di carta
per tenere il segno
dovesse mai affondare il legno
sono le scarpe strette che non puoi sfilare
anche sulla sabbia
nelle paludi di presunti amori
sulla strada trafficata dei sospiri
quando s’inciampa fuori dalla gabbia
c’è aria da ingoiare
come vino guadagnato in battaglia
allora se ne parla
tra vanità e confusione
sigarette infinite che tengono accesa la luce.

lunedì 16 gennaio 2012

In fondo



In fondo domani
Avremo un chiodo nelle mani
Reggeremo meglio il vino
Anche quello finito sul cuscino
E nell’aria il sapore degli scontri
Come l’unghia spezzata dell’estate
In fondo spero di vincere il cemento
E m’accontento di pascolare su di te
Che fai una vita tutto sommato precisa
Come fiato che si arrende alla salita
Un giorno verremo accettati da tutti
E disseminati da qualcuno
In fondo siamo cani da riporto
Che maledicono la vita nascosta dentro i rovi
I nostri sogni messi per iscritto
Tra sbadigli e polvere d’inchiostro
Tu che guardi me
e la mia quadratura del cerchio alla testa
Io che vedo nuvole ruvide
Un cappello per questo sole sorriso di scimmia.

martedì 10 gennaio 2012

Rendez vous

Sedotti abbandonati
scorticati e ricuciti
da speranze belle solo di profilo
perché la prospettiva confonde
cancellature sugli occhi
il cielo in una bustina di zucchero
domani mattina mi sveglio
fischiando celebri motivi
squadro la pancia dell’onda
m’ingoia parole salate
libertà per cause naturali
rendez vous appiccicosi
mi stimolano una pisciata
lunghissima e delirante
santi gli specchi sporchi
regalano impressioni
altre centinaia d’occasioni per riderci dentro
e la luna si trucca sul tavolo della cucina
tra piatti sporchi e depliant di palestre
circondato da pidocchi a due zampe
che camminano dritti e ridono forte
quelli che vincono non giocando
che macchiano il caffè con un sorriso
afasia di anime lente
amori fittizi del pressappoco
di qualcosa si muore
fosse anche una virgola che copre l’errore
lo starnuto che stordisce un neurone
passi raggianti sulla schiena d’asfalto
il mio cuore buffone
è una pernacchia al tempo di carta
che sventola il suo scricchiolio
una sigaretta sotto la pioggia
che intravede il suo destino nel nero della pozzanghera.