Nuvole femmine
pronte all’accoppiamento
col cielo indurito dal peso
del mio sguardo
il rituale del masticare a
vuoto
ed ingoiare semi di aria
taglierò i pensieri con una
falce
li raccoglierò in una busta
da lettera
nella scatola dove sono i
cappelli per l’inverno
nascosti nelle piume di
legno
delle ali della sera
ti ho mostrato i tuoni
quelli che sento io soltanto
la musica tradotta al sangue
che scorre
l’odore del vino sulle
branchie del silenzio
balconi scheletrici come un pubblico
appagato
che sbadiglia odori di vita
quotidiana
una fornace che cuoce
l’abitudine
mentre mettevo a posto i
libri
sono cadute le iniziali del
mio arrivo
come piccole foglie vive
hanno deciso di ripartire
senza neanche salutare.