C’erano scogli di cartapesta
che arginavano il vento il bottiglia
uomini e donne presero gli
attimi e li misero sulla bilancia
da una parte un dente
spaccato dall’altra due dita intrecciate
un martello sul fondo del
mare e una foglia sul pelo dell’acqua
una bocca e una coda
un respiro profondo un
polmone rotondo
da una parte lacrime scure
dall’altra un bicchiere
poi un cuore gonfio e una
catena di nervi
un sorriso e uno morso alla
lingua
misero insieme mucchi di
sabbia e palmi di acqua stagnante
chicchi di grano e sassi
dentro le scarpe
sogni impazienti e realtà
masticate
i piatti della bilancia
ingoiavano momenti
come se fossero pozzi o
buchi nel cielo
uomini e donne continuarono
sgomitare
cercando l’armonia in un
pezzo di disordine
offrirono ai piatti un treno
e un muro di cemento
una voce e un profumo
un proposito e un fallimento
misero applausi e lampadine
fulminate
pianti di madri e barche
incagliate
il frastuono e lo scheletro
di una conchiglia
bugie a fin di bene e verità
andate a male
numeri dispari e numeri pari
corse sui fili e ombre
ammaestrare
provarono a trovare il verso
la soluzione e la scusa
il senso il cardine e l’attesa
finché su i piatti
arrivarono insieme la vita e la morte
col passo lento di chi non
ha fretta.