giovedì 23 ottobre 2014

Tra una cosa e un'altra


Tra una cosa e un’altra
ci son state nascite e morti
colpi di spugna e colpi di tosse
bicchieri rotti e mani di rame
amori da due soldi
file al supermercato
fibrillazioni e ultime pagine
ci sono stati applausi
vento e colletti alzati
sesso spinto
e davanzali gelati
carambole
rimbalzi
biglietti di carta e telefoni staccati
ci sono state ombre sul pavimento
esplosioni
la saliva dei baci
domeniche sotto vetro
coltelli di caldo e musica adatta
profumi strazianti
e nervi accavallati
ci sono stati occhi strizzati
piante seccate
valige pesanti ed errori arbitrari
sogni confusi
risate a portata di mano
coliti spastiche mal di testa
attese
e gioia ingombrante
c’è stata la neve
e quintali d’inchiostro
distacchi
frenate improvvise
e gelati al pistacchio
chilometri e muri
accendini e tappi di birra
ci sono stati i fantasmi
le feste
promesse incompiute
asciugamani bagnati
cibo avanzato
e terra da recuperare
ci son stati passi leggeri
e nascondigli perfetti
ore buttate e forme intraviste
cose perdute e cose scordate
guadagnate e vinte alla sorte
tra una cosa e un’altra
va bene
va tutto bene.

lunedì 13 ottobre 2014

La riva


Se mi avessi guardato attentamente
avresti notato il mio tetto pieno di neve
dove ho piantato gerani d’acciaio e parole avanzate
dove ho nascosto buona parte dei Lunedì rotti
e spacciati per grandi giornate
hai visto invece un cielo di polvere
da scacciar via con la mano
e una panchina sbronza di pioggia
che vomitava foglie e stanchezza
tra coincidenze e miracoli minori

e se tu avessi parlato più scuro
in tutto questo bianco che ti porti al collo
ora potrei evitare di stringerti i passi
di stare a guardare dalla parte opposta del vetro
e stringere tra pollice ed indice la tua candela
magari smettere di incolpare le mie mani troppo asciutte
che sciocche si sono impiccate ai tuoi occhi
così indifese davanti al quel fuoco
ma hai squarciato l’aria col tuo fumo da circo
e la mia pelle con i sospiri di un gatto

poco importa se la gente camminava leggera
come meduse in acqua oleosa
nessuno ha osato spingersi oltre
cambiare sguardo o destinazione
nessuno si è fermato sulla quella riva di incomprensioni
dove due esseri viventi soltanto vivevano.

martedì 7 ottobre 2014

Somiglianze


Assomigliava a te
il sogno che ho fatto stanotte
asfissiante e gelido da finestra rotta
tutto spie luminose
e frammenti di specchio nei piedi
le stesse tue mani identiche a reti da pesca
e le mie dita incastrate lì dentro
incapaci di sedersi in maniera composta
sulla sedia di pelle delle tua schiena
persino la parte ferita delle lenzuola
aveva il tuo sangue argentato
un mare calmo da calpestare
sarebbe stata una foto perfetta
anche la voce era quella dei tuoi anelli
delle tue collane
solo più vuota come se mancasse una corda
ma per certa musica basta il pensiero
e bevevo la cera delle candele
per il calore e per fissare in un attimo
la parte che non posso mostrare
ma forse mi sono confuso
appeso ai tendini degli sbadigli
e svegliato di colpo da un crampo al soffitto
che agonizzava di bianco.

lunedì 6 ottobre 2014

Desideri


Vorrei rubare ai gatti l’arte di nascondersi
ai cani
quella di ritrovarmi
alle porte che sbattono
il primo secondo di silenzio
ai passi incoscienti
la fermezza
alla lentezza tutta la nausea della sbronza
alle labbra
la capacità di cancellare
vorrei rubare agli occhi le matrici delle lacrime
ai denti
la rabbia della fame
all’aria il battente profumo del pane
alla pelle
i graffi a forma di sorriso
ai bicchieri il loro cielo capovolto
ai letti sfatti
la forma di un ginocchio
vorrei rubare al sole il suo russare
alla strada
la paura di tornare
ai pensieri la maestria di confondere
al fumo rumore e confusione
alle stazioni i piedi appoggiati alle ringhiere
ad una stanza vuota
la sua pelle a buccia d’arancia
alla mia pancia
un’idea ingombrante e malandata
a te un pezzo di ombra
da far dondolare con il palmo di una mano
senza che tu te ne possa accorgere
senza che io me ne possa pentire.

mercoledì 1 ottobre 2014

La sigaretta delle sei

La sigaretta delle sei l’ho fumata in strada
appoggiando la schiena ad un muro
e la gente scavalca il mio fumo
mentre palleggia con gli occhi
come piccole palline di ferro
anche loro hanno una testa e un corpo
possono avere o non avere filtro
anche loro possono fare male
possono essere schiacciate
o infilate dentro un cassetto
passare di bocca in bocca
come una frase spolpata e ridotta in ossa
ma continuano a cavalcare sbadigli
a scandire illuminanti cambi di direzione
ma quanto è durata la mia sigaretta?
Non lo so
un morso ad un' unghia
o lo scricchiolio di una vertebra
mi sono leccato le labbra
e ho sentito il sapore di pioggia
mi è passata la sete
mi è passata davanti
con precisione e lentezza
è rimasto solo un vago sentore di voglia
svanita come i sogni
che si smarcano dai nostri ricordi.