Vorrei rubare ai gatti l’arte di nascondersi
ai cani
quella di ritrovarmi
alle porte che sbattono
il primo secondo di silenzio
ai passi incoscienti
la fermezza
alla lentezza tutta la nausea della sbronza
alle labbra
la capacità di cancellare
vorrei rubare agli occhi le matrici delle lacrime
ai denti
la rabbia della fame
all’aria il battente profumo del pane
alla pelle
i graffi a forma di sorriso
ai bicchieri il loro cielo capovolto
ai letti sfatti
la forma di un ginocchio
vorrei rubare al sole il suo russare
alla strada
la paura di tornare
ai pensieri la maestria di confondere
al fumo rumore e confusione
alle stazioni i piedi appoggiati alle ringhiere
ad una stanza vuota
la sua pelle a buccia d’arancia
alla mia pancia
un’idea ingombrante e malandata
a te un pezzo di ombra
da far dondolare con il palmo di una mano
senza che tu te ne possa accorgere
senza che io me ne possa pentire.
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