lunedì 27 maggio 2013

Il bacio rotto


Il bacio rotto
e una scheggia che si allontana
è il rumore di un chiodo che cade
la microfrattura delle intenzioni
un pensiero sulla soglia argillosa delle rughe
che trattiene le gambe
versa nel sangue gocce di silenzio
il gesso bianco
come schiuma di birra
non è servito
ha confuso per poco la faccia
sporcandola di ombre
e di pelle scaduta
mi resta la smorfia di un piccolo sole
che illumina e scalda il dito che mi porto alla bocca
per chiedermi scusa
per pesare una scusa
ci vorrà il baccano di un pennello che muore
frasi incastrate nei denti
noncuranti delle risate pigre delle discussioni
una pozza di pioggia frantumata da un piede
una notte per uscire di senno
e tornare migliore
ci vorrà un niente
per trovarsi di schiena
ammaestrato dalla memoria
in un circo di specchi
la musica guarderà stanca
il riflesso dei pezzi caduti
quella mano che ti tocca la spalla
e ti dice ecco quello che manca.


martedì 14 maggio 2013

Per tutte le altre destinazioni




Ti ho cercata al telefono
nel frigorifero rotto che ronza come una mosca stronza
nelle tovaglie macchiate del ristorante all’angolo
nella posta e nella festa
nei santi nelle madonne e nei parchi deserti sgozzati dal sole
nei pomeriggi che sembrano notti
nelle mattine indecise se nascondersi dietro una foglia
o levarsi i tacchi e correre mostrando la lingua
ti ho cercata nei palazzi del centro
nella programmazione dei cinema
nei bicchieri venati di brindisi disperati
nella puzza di piscio dei vicoli
in un treno che si morde la coda
alla pagina settantaquattro di centinaia di libri
nel posacenere colmo dei miei sogni
in una pista da ballo
nelle donne di mezza età che si guardano il culo nelle vetrine
nelle cene fredde
nell’articolo di giornale che parla di disoccupazione
nei sorrisi gelidi dei bambini
in un letto disfatto
in mezzo a persone stupide ed insignificanti
nelle storie che mi hanno raccontato
ti ho cercata
nei pazzi fermi in mezzo alla strada
in un accordo di Fa
nelle smorfie del sesso
nei gelati crema e cioccolata
nelle ambizioni di certi uomini tristi
in una puttana che fischiettava guardando altrove
in un prato di sciocchezze nascosto dietro cartelloni pubblicitari
nei venditori di auto usate
nei vecchi film di Woody Allen
nei gatti sdraiati all’ombra di un albero di limoni
in una stanza vuota dove penzola un cappio di polvere
nella confusione di notti ferite di vino
in uno scarafaggio di schiena che muore
nelle scarpe rotte
nelle finestre sporche
ti ho cercata
nei profumi incastrati nella memoria del naso
nel culo della balena
nelle bocche dei lupi
in un disco che non ha pietà
in un grido improvviso
in un abbraccio improvviso
nel mio bastardo cervello
che scalpita come un cavallo
nell’elemosina che non ha rumore
nelle rose dei disperati ambulanti
e mezzo nudo appeso alle stelle
verniciato di ombra
sventolando graffi e parole
ti ho cercata in milioni di luoghi
in preda alla calma e al furore
brandire il respiro
come fosse l’unica cosa per farsi capire
ti ho cercata
cercando
sempre
di non trovarti.

venerdì 10 maggio 2013

Occhi




Come togliere la polvere dentro gli occhi?
Come si cancellano
dal vetro interno dell’iride
le impronte delle cose che vorrebbero uscire?
Provo con un sorriso umido
con una parola impregnata di acido e miele
un soffio di vapore del mio stato di grazia
provo
provo come una roulette impazzita
che gira e spacca i muri feriti di fumo
provo con impacchi di dolore
e con radiazioni penetranti di gioia
a sbarrare le porte
con lacrime collose
a rubare la pioggia dalle vene delle nuvole
a grattar via la ruggine
i depositi dei ricordi
provo a d urlare e a stare zitto
a fare finta di niente
e fare che il niente sia finto
fino ad immaginare questi occhi saltare
in preda ad uno slancio furioso
e finire come sassi lanciati
in uno specchio d’acqua
e tornare a galla
ripuliti da tutto.

domenica 5 maggio 2013

Per un momento



Con il mio occhio pigro
vedo
la metà
di quello che non esiste
sembra poco
ma ogni volta
esplodo
di stupore e meraviglia
quando tutti
guardano il vuoto
e non ci vedono niente
mi sveglia
soltanto
l’odore della bellezza
rigoroso
che avanza
a palpebre morte
come una carezza
che non ti aspetti
posso solo
assecondare
l’ossessione
di essere me stesso
e concedermi
per un momento
alla realtà.

venerdì 3 maggio 2013

Il filo spinato delle illusioni



Sfamare le formiche
con qualcosa che non sia il mio braccio
se Dio vuole guarderò quella nuvola
e sentirò pioggia nei nervi
se non vuole lo farò lo stesso
ho tremato per un minuto intero
sessanta secondi uno dietro l’altro
li ho contati schioccando le dita
come uomini precipitati
nella scatola della primavera
il silenzio li ha accolti
subito dopo sbranati
e sono sparito
dietro le porte scorrevoli
dei miei pensieri
nella confusione di canzoni lontanissime
nei tuoi occhi magri
che continuano a perdere peso
a forza di guardare
il filo spinato delle illusioni
le mie e le tue
quelle sommate
e quelle sottratte
aggrovigliate in un raptus di vita.