Sfamare le formiche
con qualcosa che non sia il
mio braccio
se Dio vuole guarderò quella
nuvola
e sentirò pioggia nei nervi
se non vuole lo farò lo
stesso
ho tremato per un minuto
intero
sessanta secondi uno dietro
l’altro
li ho contati schioccando le
dita
come uomini precipitati
nella scatola della
primavera
il silenzio li ha accolti
subito dopo sbranati
e sono sparito
dietro le porte scorrevoli
dei miei pensieri
nella confusione di canzoni
lontanissime
nei tuoi occhi magri
che continuano a perdere
peso
a forza di guardare
il filo spinato delle
illusioni
le mie e le tue
quelle sommate
e quelle sottratte
aggrovigliate in un raptus
di vita.
Nessun commento:
Posta un commento