Il bacio rotto
e una scheggia che si
allontana
è il rumore di un chiodo che
cade
la microfrattura delle
intenzioni
un pensiero sulla soglia
argillosa delle rughe
che trattiene le gambe
versa nel sangue gocce di
silenzio
il gesso bianco
come schiuma di birra
non è servito
ha confuso per poco la
faccia
sporcandola di ombre
e di pelle scaduta
mi resta la smorfia di un
piccolo sole
che illumina e scalda il
dito che mi porto alla bocca
per chiedermi scusa
per pesare una scusa
ci vorrà il baccano di un
pennello che muore
frasi incastrate nei denti
noncuranti delle risate
pigre delle discussioni
una pozza di pioggia
frantumata da un piede
una notte per uscire di
senno
e tornare migliore
ci vorrà un niente
per trovarsi di schiena
ammaestrato dalla memoria
in un circo di specchi
la musica guarderà stanca
il riflesso dei pezzi caduti
quella mano che ti tocca la
spalla
e ti dice ecco quello che
manca.
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