lunedì 28 ottobre 2013

Spasmo


Mi fanno male le ali e non volo
imprecando le vene dei polsi cammino
in corridoi illuminati di occhi
sui muri appendo le giacche
di inverni sereni
passati con la testa nel fosso dei sogni
dove c’è vita pulsante
e sorrisi di acqua stagnante
mi fa male il petto
dove si muove un piccolo ragno affamato
di sguardi di mosche dentro camicie stirate
non so come vive
come si nutre non parla di niente
palpeggia il culo di vecchie emozioni
accatastate come le sedie
nei magazzini di certi locali
mi fa male la forza delle mani strette
attorno a spalle gelate
a montagne di vetro che non si fanno scalare
scivolo come un tratto di penna
sulla pelle carogna di spossatezze leggere
scivolo nella tua bocca scontenta
medicina rimedio apparente
e il tempo sereno dentro al bicchiere
mi fa male vedermi incastrato
nel mio passo di danza
battere il tempo con calci e carezze
attendere che passi la furia
la gioia la noia la grazia
mi fa male
la mia anima di schiena
che si allaccia le scarpe.

martedì 15 ottobre 2013

Ascoltare


Penso che vomiterò l’anima ammalata
nella tromba delle scale
le finestre in piedi il cielo in ginocchio
butterò un occhio alle sale
dove si danza
dove si produce distanza
penso che mi tramuterò in forbice
per tagliare le voci
che soffocano le mie guance
leggerò tra i cardini delle porte
il futuro rappreso tra il grasso e la polvere
un pensiero
un sentito dire
quattro occhi che fissano il soffitto giallo di fumo
la mia gola conosce la sete
come un pesce sa che nella rete si muore
parole nel secchio
granchi che teniamo in mano
finiranno per camminare nei nostri discorsi
indicando il vicolo cieco
dove cercare un buco per guardare lontano
ma ora offro la schiena
alla tua voce autunnale
che mi insinua un dubbio di pioggia
una certezza sporca di cenere
ascoltare i miei battiti
i succhi gastrici
le detonazioni
il tic tac dei miracoli
il ringhiare dei cani
la preghiera muta della paura
la scatola piena
e la scatola vuota
ascoltare
come l’unica cosa da fare.

lunedì 14 ottobre 2013

Semi di cocomero


E’ pieno di puttane sulla luna
e polvere e neanche un tabaccaio
me l’ha detto una stella di carta
che dormiva nella bocca di un cassonetto
la notte in cui guardai la città senza occhiali
e lei mi guardò senza occhi
ci riconoscemmo
come fa il coltello con la piaga
come fa la pioggia
con le spalle dell’uomo che sorveglia
le luci dentro gli occhi
che imita il gesto che fa il vento
quando zittisce il ronzare del cervello
e’ pieno di impalcature il deserto
di chi se ne frega
di ne vale la pena
di shock ammaestrati
e’ pieno di catrame il prato
dove pascolano i nostri sogni
e nel cielo diroccato
qualcuno passeggia
con l’esistenza dietro la schiena
con la testa bassa
e mi sputa addosso verità
come semi di cocomero
mi proteggo
come sempre
con la pelle dura
con gli eccetera eccetera
con le magliette rovinate dalla lavatrice
io non mi fermo
nessuno si ferma
eppure è stantia l’aria
arenata come il relitto di una nave
tana di frasi grammaticalmente corrette
e utili solo per far star comoda la confusione
vado avanti e indietro
sulle cuciture sporgenti che chiamano circostante
trattenendo
ogni tre passi
lo starnuto che spazzerebbe via ogni cosa.

venerdì 11 ottobre 2013

Mi vedo


Mi vedo seduto
tra i cuscini del mio intestino
soffiare via la polvere
dalle pareti del cuore
aprire a caso l’anima
come la pagina di un libro
guardare in alto la gola
intasata di parole e lamenti
mi vedo per caso
dall’altro lato della strada
corrugare la fronte
per raccogliere la pioggia
passare la voce
sul buio espressivo dei volti
come si segue il respiro
sulla schiena di un’amante
mi vedo inerme
nel posacenere colmo
nei sorrisi profondi
del fine serata
negli incroci deserti
dove tutto sparisce
tra attimi desiderati
e sogni lancinanti
mi vedo entrare sicuro
nell’anticamera della morte
le dita di carta
attraversare indenni un fuoco maestoso
posare per terra
un paio di scarpe strette
ed andarmene a piedi nudi
tallonando la vita.