E’ pieno di puttane sulla
luna
e polvere e neanche un
tabaccaio
me l’ha detto una stella di
carta
che dormiva nella bocca di
un cassonetto
la notte in cui guardai la
città senza occhiali
e lei mi guardò senza occhi
ci riconoscemmo
come fa il coltello con la
piaga
come fa la pioggia
con le spalle dell’uomo che
sorveglia
le luci dentro gli occhi
che imita il gesto che fa il
vento
quando zittisce il ronzare
del cervello
e’ pieno di impalcature il
deserto
di chi se ne frega
di ne vale la pena
di shock ammaestrati
e’ pieno di catrame il prato
dove pascolano i nostri
sogni
e nel cielo diroccato
qualcuno passeggia
con l’esistenza dietro la
schiena
con la testa bassa
e mi sputa addosso verità
come semi di cocomero
mi proteggo
come sempre
con la pelle dura
con gli eccetera eccetera
con le magliette rovinate
dalla lavatrice
io non mi fermo
nessuno si ferma
eppure è stantia l’aria
arenata come il relitto di
una nave
tana di frasi
grammaticalmente corrette
e utili solo per far star
comoda la confusione
vado avanti e indietro
sulle cuciture sporgenti che
chiamano circostante
trattenendo
ogni tre passi
lo starnuto che spazzerebbe
via ogni cosa.
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