lunedì 12 marzo 2012

Fame

Nel mio delitto perfetto
Sono l’assassino e il morto
Nel mio cielo di legno
Inchiodo la gioia
E la non curanza del tempo
Schegge di sale
Per il conversare insipido
E letale dei quotidiani spettri
Che si incastrano nel mare
Dei difetti e dei diletti
Come il cibo in mezzo ai denti
Ma questo è un digiuno mascherato
Un pensiero striminzito
Celato dentro al cofano del sogno
Una rabbia da santità rimandata
Nonostante gli alberi fioriti
Sopra le auto parcheggiate
Nel mare croccante degli aperitivi
Ci siamo aspettati con gli occhi chiusi
Confidando troppo nel nostro olfatto
Da bestia alla deriva
Da uomini nella stiva di chissà quale viaggio
E ritrovo le mani
Proprio dove le avevo lasciate
Nel cassetto delle scuse
Tra i cacciaviti e l’ombra delle lettere mai spedite.

venerdì 9 marzo 2012

Silenzi

Anche l’anima ha le ginocchia.
A volte le sbucciature delle cadute sanguinano
Nel breve volo a rasentare la terra
Senza colpirla nelle vene
Come quando ci guardiamo le mani
A cercare la forma del non toccato
Si gioca con tutto
col punto di vista
Che è una nuvola in mezzo alle dita
Potrei non affogare dentro di te
Tocco con la punta dei piedi
Berrei tutta la pioggia pesante
Quella che bagna i tuoi panni stesi
Per contrappasso assaggerei la tua lingua
Ferita dalle frecce dell’alfabeto
Le parole vegliano come gatti
Accucciati sopra un inferno di cartone.


- Terra bruciata  2011-

martedì 6 marzo 2012

Prima o poi il caldo ti sveglia

Prima o poi il caldo ti sveglia, la bocca imbavagliata,
il gioco degli occhi.
Dentro una vecchia storia mi dicevi : prendimi la mano.
Errore.
Orrore del dopo e del dopo ancora.
Ho continuato a fumare, a fare la prospettiva delle mie parole,
ad amoreggiare; ho letto quel libro, ho visto quel film
e ragnatele, allergie, allegrie, come và? Cosa racconti?
Bene, grazie. Bugia. Bugia. L'utopia di scremare le intenzioni
per ritrovarsi nudi in mezzo al freddo.
Non farti vedere così, così vulnerabile durante la caccia.

Ma quando il caldo ti sveglia fuori non è un'altra stagione,
senti le voci di chi di manda i saluti; sorrisi a regola d'arte,
il primo gelato della primavera ti ha sporcato le scarpe,
quelle stesse scarpe che hanno scalciato le medaglie al valore,
le etichette che ti hanno attaccato, un biglietto con su scritto: è una persona cazzuta.
E il sole che ci attraversa l'anima ci regala ancora fiato
e le ore per starci a pensare a questo giallo nel petto,
fino a quando il profilo dei palazzi si fa scuro, e magari l'amore è proprio questo:
una passeggiata al buio dove ognuno si immagina cosa vedere.



- Frantumazione- 2008