martedì 6 marzo 2012

Prima o poi il caldo ti sveglia

Prima o poi il caldo ti sveglia, la bocca imbavagliata,
il gioco degli occhi.
Dentro una vecchia storia mi dicevi : prendimi la mano.
Errore.
Orrore del dopo e del dopo ancora.
Ho continuato a fumare, a fare la prospettiva delle mie parole,
ad amoreggiare; ho letto quel libro, ho visto quel film
e ragnatele, allergie, allegrie, come và? Cosa racconti?
Bene, grazie. Bugia. Bugia. L'utopia di scremare le intenzioni
per ritrovarsi nudi in mezzo al freddo.
Non farti vedere così, così vulnerabile durante la caccia.

Ma quando il caldo ti sveglia fuori non è un'altra stagione,
senti le voci di chi di manda i saluti; sorrisi a regola d'arte,
il primo gelato della primavera ti ha sporcato le scarpe,
quelle stesse scarpe che hanno scalciato le medaglie al valore,
le etichette che ti hanno attaccato, un biglietto con su scritto: è una persona cazzuta.
E il sole che ci attraversa l'anima ci regala ancora fiato
e le ore per starci a pensare a questo giallo nel petto,
fino a quando il profilo dei palazzi si fa scuro, e magari l'amore è proprio questo:
una passeggiata al buio dove ognuno si immagina cosa vedere.



- Frantumazione- 2008

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