Immagino
oramai immagino
continuamente
che mi spuntino due ali
sulle mani
per farmi volare la faccia
mentre caccio via il mal di testa
che la mia voce arrivi li in
fondo
e riporti indietro risposte
e schegge di legno
immagino di mettere un piede
in quel buco di notte
dove c’è la polvere degli
occhi sgranati
e cadere in braccio al tuo
braccio coperto di fumo
c’è un piano inclinato dove
colano gli equilibri
sembrano pezzi di carta
impregnati dal sudore di lettere
che sognano il fuoco di un
dubbio
immagino costantemente
strade piene di terra sottile
battute da risa di donna che
spazzano via i grumi di nuvole
immagino di avere tonnellate
di fiato
di parole e di scatole da
buttare
di passeggiare in silenzio
e voltarmi di scatto
sentendo una voce che spacca il mio nome.
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