martedì 10 gennaio 2012

Rendez vous

Sedotti abbandonati
scorticati e ricuciti
da speranze belle solo di profilo
perché la prospettiva confonde
cancellature sugli occhi
il cielo in una bustina di zucchero
domani mattina mi sveglio
fischiando celebri motivi
squadro la pancia dell’onda
m’ingoia parole salate
libertà per cause naturali
rendez vous appiccicosi
mi stimolano una pisciata
lunghissima e delirante
santi gli specchi sporchi
regalano impressioni
altre centinaia d’occasioni per riderci dentro
e la luna si trucca sul tavolo della cucina
tra piatti sporchi e depliant di palestre
circondato da pidocchi a due zampe
che camminano dritti e ridono forte
quelli che vincono non giocando
che macchiano il caffè con un sorriso
afasia di anime lente
amori fittizi del pressappoco
di qualcosa si muore
fosse anche una virgola che copre l’errore
lo starnuto che stordisce un neurone
passi raggianti sulla schiena d’asfalto
il mio cuore buffone
è una pernacchia al tempo di carta
che sventola il suo scricchiolio
una sigaretta sotto la pioggia
che intravede il suo destino nel nero della pozzanghera.

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