La gente parla
con gli occhi spenti
riconosco le vocali sibilate
di storie spiate attraverso una mezza bugia
la pioggia in faccia
è la gogna di un mese già finito
col suo bagaglio trasandato sotto al braccio
ci sono mulinelli di sogni che ci risucchiano
verso un ipotetico tempo
sempre in tempo
ad accarezzare cani incontrati per strada
o a migliorare il nostro accento
per ingannare il giusto momento per restare
e per partire
e far cadere tra le mani un sorriso
stupido come un inchino al temporale
la resurrezione del mio umore
è una carezza inodore
un fazzoletto di pelle
che asciuga la strada e i suoi fantocci
un pallone tirato su un muro
ragione di essere un rimbalzo
di ragionata instabilità
non sai la fatica
di avere un cuore di legno
in un mondo di tarli
il fuoco bevuto non fa che scaldarmi.
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