Ci sono quei pianoforti che
trovi in qualche posto
e cazzo vorresti saperli
suonare
certe nuvole morte che non
diventeranno mai cane
e passano mediocri come i
mal di testa
quelle donne infiocchettate
e spedite alla vita
che per te hanno solo la
circostanza
le annusi come uno sciamano
da bar
col cucchiaino d’argento
come bastone
ci sono ore che non hanno
petto
con la grazia perduta di un
appuntamento in fondo alla strada
anche i vecchi amori
diventeranno vintage
tu guarderai le previsioni
dei sogni
e le riviste gelide delle
sale d’aspetto
ci sono persone da
ringraziare
in fila sotto un portico
d’acqua e fili di legno
ci sono le giostre che non
ti hanno aspettato
le madri delle tue passioni
a pulirti la bocca
i biglietti prenotati mille
anni fa
per quel posto che non
esiste e dove vorrei aspettarti
vestito di tutto punto con
un pettirosso nel taschino
che beve la pioggia dalle
mie smorfie
mi riconoscerai guardandoti
allo specchio
e ci sono le stupide parole
e le parole stupide
le stazioni per partire e
per tornare
e quelle per mostrare il
proprio cuore di cuoio
appeso di lato a portata di
fuga
ci sono io in un chiosco di
luce
a guardare il furore di
gente che corre
che urla che muove le mani
a chiedere un caffè
macchiato caldo
pensando che un pezzo di te
sarà il verso di una stupida
poesia.
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