Mi sono detto “ è l’ora”,
come uno scherzo di pessimo gusto
perché ci sono birre, ci sono muri negligenti,
ci sono giorni in cui il sole non passa
ed anche se ci fosse
sarebbe un uomo che attraversa la strada,
ed io starei a guardarlo pensando
che è l’ora di dividersi in parti uguali
per sorreggere l’aspettare, per fare la forza,
ma per cucire gli strappi ci vuole mano ferma
e occhio e pazienza, ci vuole agonia
e una musica di sottofondo che ti disegni sul viso una bocca;
ed insieme alla carne, a filamenti di parole,
alle chiavi scagliate sulla porta,
si muove la fredda lama dell’alba e gli occhi tagliati
c’è un punto dove mi sbuccio un ginocchio
cadendo dal sonno, dalla sella dei nervi,
disarcionato in una lunga conservazione
dentro una stanza che lentamente si riempie d’acqua
e ti tieni stretto le tue branchie, le tue sigarette di scorta;
io non so più il sapore dell’inchiostro,
rubo la fame persa nel rumore di frigorifero,
spremendo la fatica assumendo espressioni
di un pensare sgargiante e regolato al minimo,
è l’ora di dire parole di un colore netto
di mandare al diavolo perché lo conosci bene
di mettere il cuore nel portafogli
come una bustina di Oki ,da usare se serve.
( Terra Bruciata - 2011 )
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