Il silenzio bianco mi lecca
la faccia
via le parole come pelle
morta
cosa rimane?
Solo una finestra che sbatte
come una risata
intrisa di denti di
cristallo
il mio è un cuore qualunque
uno strumento strano quindi
con una custodia ammaccata
pieno di corde e di tasti
e un sassolino perso nella
sua cassa armonica
che suona e accarezza
toglie e aggiunge
spacca il vetro degli occhi
lasciando segni e macchie
sullo spartito del viso
ma rumore non è musica
e la musica può essere
rumore
improvvisare un dolore imprecisato
battere un diapason di fumo
sulla frequenza di un
sorriso.
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