Quando cambio l’acqua del
cuore
possibilmente col sole
addosso
non tanto per me
quanto per le cagionevoli
emozioni
che potrebbero sentire il
freddo delle assenze
quando pulisco il cervello
con una birra appuntita e
uno spazzolino da denti
sto molto attento a soffiare
sui ricordi
e sulle briciole rimaste
incastrate
tra le lenzuola dei mal di
testa
quando stiro per bene
l’anima
prima da una parte e poi
dall’altra
metto sempre un disco in
sottofondo
ci passo sopra una mano da
addomesticare
per confondermi le ombre
lisce e luci raggrinzite
quando finisco i miei
stupidi lavori
rimango fermo per un po’
quasi nuovo per molto meno
nella cesta delle cose
sporche
i miei occhi aspettano.
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