Per vomitare la notte
devi ingoiare talmente tanti
sogni
e dolori e risate di ferro
che potresti trovarti da
solo
a cercare spiegazioni nel
fumo
degli orologi
o semplicemente nelle voci
che steccano con la memoria
ti viene incontro
e allarga le gambe
ti fa credere di essere l’unico
uomo
capace di addomesticare
il pianto che non hai
schizzato dagli occhi
noi ci caschiamo sempre
dentro la notte
ovunque siamo
in letti deformi
in auto asfissianti
dentro i bar
con la musica di candeggina
e le cameriere assonnate
e la pelle trasparente
nelle credenze della cucina
a cercare il sorriso
per le grandi occasioni
la schiena che sorregge il
buio
è una cornice levigata
di insonnia e tumulti
fasi profonde
dove pescare una carta
o un pesce parlante
con cui confessarsi
la notte è un’eterna
prossima volta
che ride e aspetta
pettinandosi i capelli.
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