Chissà come si è procurato
quel livido scuro a forma di goccia
forse una lacrima d'insetto
o la testata di un' attesa feroce
ha inciso sul petto
un nome di donna
l'ultimo sguardo di un amico smarrito
e stretta sul collo una sciarpa di carta
cucita di stanze in affitto
se ne sta lì a tastarsi il sorriso
una giraffa di ferro
che mastica foglie di vento
e aspetta che il leone del tempo
sbrani la sua inutile notte
ma intanto sputa una minuscola luce
con la stessa espressione rappresa
di una bocca di uomo che mastica
una mandorla amara
quella luce che arriva
nelle tasche nascoste
delle giacche pesanti
dove mani ubriache
dormono un sonno privo di sogni
graffia i tendini molli
di strade senza numeri civici
osserva a capo piegato
capelli cappelli calvizie
boccate di fumo
e pisciate di cane
discorsi confusi
promesse e catene di bici
piume di uccelli
risate e parcheggiatori abusivi
ma ora vorrebbe alzare lo testa
e vedere un momento
quello che tutti ai suoi piedi
stanno a guardare
due nuvole color ruggine
spezzate dalla mano del temporale.
Ma è meravigliosa!!!! 😉
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