domenica 28 febbraio 2016

Il ritorno



Roma dietro gli alberi
si era fatta trovare
perché stanca di correre 
di dover inseguire
aveva alzato la mano e tirato giù il cielo
per bisogno di sguardi
o in segno di resa
le foglie croccanti
nel piatto di strade momentaneamente pulite
non mettevano voglie
ma la fame e la sete
non guardano in faccia alle attese
e sorprese mischiate a parole
prepotenti " sto bene"
manciate di tappi di sughero
per costruire una strada morbida verso la notte
le fontanelle rotte
immobili sentinelle
sembravano bambini offesi
che lo guardavano passare
di ritorno dal viaggio
lento come un elastico sfatto
veniva dall' impresa di essere rimasto intatto
dopo l' esplosione degli affetti
dopo aver scoperto l' America
e coperta con un telo da spiaggia
dopo averla baciata nel sonno
e resa vedova di un ricordo
e la vita cominciò a prendere
la piega del mare
che rosicchia le orme dei giorni
fino a scoppiare
non dover salutare nessuno
va bene
camminare
tra il futuro che cresce spontaneo
e il sorriso che esce di bocca
con un pesce rosso al guinzaglio
e una busta piena di mazzi di chiavi
sembrava folle
sembrava quasi felice.

Nessun commento:

Posta un commento