martedì 23 febbraio 2016

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Se si sente da solo
il tavolo vuoto
o l’orlo finito
senza più spilli
e il fracasso sbiadito
sulle tende del bar
se la gabbia spaccata
sente l’assenza del pappagallo volato
verso lo squarcio azzurro del muro

metti caso
il cartello stradale
quando non resta nessuno
da indirizzare
e la pubblicità sopra al vetro
ignara del tempo passato
non posso sapere
se soffre di solitudine
la buccia lucida di un pistacchio
o l’impronta di un dito sopra lo specchio
il segnalibro senza una storia
le corde di chitarra molli nella custodia
chissà le cose dimenticate
i pezzi di carta lasciati nei pantaloni
le tue mani sotto al cuscino
quando chiudo la porta
o lo sterno scoperto
senza il peso della coperta

certo
esistono cose aggrappate dentro i miei occhi
che rimangono al buio
quando inizio a sognare
le mie pupille distanti tra loro
almeno un binario di pelle
e incoscienti del proprio colore.

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