sabato 22 novembre 2014

Stomaco


Il meccanismo delle tue braccia
mi ha sempre affascinato
bacchette di pelle inconsistente
sul piatto vuoto dei miei occhi
e per quanto avvicini la mia bocca
c’è un pezzo di te che si disperde
che rotola sotto la sedia
tu finisci
e il mio stomaco guarda la finestra
potrei usare la mia forchetta preferita
potrei provare con le mani
con le impronte digitali
distillarti in gocce
e poggiarti sotto la lingua
ficcarti una cannuccia dentro al cuore
e soffiarci dentro per fare le bollicine
ma prima c’è bisogno di pulire
di sgrassare tutto lo schifo accumulato
sotto quest’anima di legno
tutte le frasi schizzate sopra muri
i respiri avariati sui battiscopa
gli aloni dei tuoi sguardi
che hanno visto la mia fame.

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