mercoledì 30 aprile 2014

Respirare



Ecco la città gonfia
con un filo di voce canticchia nevrotica
su una musica di antifurto
si spoglia e il suo culo bianco
rotola dentro gli occhi tenuti socchiusi
perché questa è una luce violenta
che prende a sassate i vetri e le porte
e ride durante il funerale di un gabbiano
mastica i saluti di noi uomini
mentre ci disperdiamo in mozziconi di sigarette
in tacchi infilzati in un cassonetto
nel menefreghismo di una pianta rampicante
entro in un bar e mi accorgo
che oggi ho dimenticato di respirare
succede spesso
di dimenticare
di respirare
di ritrovarsi in mezzo ad un’eclissi totale
e vedere in modo chiaro
fantasmi che giocano a carte
e distinguere una ad una
le gocce di pioggia dentro un bicchiere
capita di ficcarsi le mani
nelle tasche del cervello
a cercare gli spiccioli per pagare i conti
ho ripreso a respirare
e non successo più niente
o è successo tutto.

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