mercoledì 9 aprile 2014

Distrazione

I bambini piangono gli alberi sono rosa
e la tua faccia in negativo sporca la camicia del vento
che non dice niente
starnazza come la bandiera del mio respiro
viene strappata e non dice niente
è un partita patta tra sole e ombra
una noia spalmata sul campo
è un dito della primavera
quello usato per accusare
chi ha l’ultima scusa
prima dell’ultima sigaretta
un dito che spunta come una cresta di gallo
pronto a svegliare
gli starnuti dei progetti futuri
nascosti nelle borse ondulanti
tra i cellulari scarichi e i deodoranti
in mezzo alle ore dilatate
lunghe
come il caffè del barista distratto
che ti chiede te lo rifaccio?
Anche io mi distraggo
e mi distruggo
ma va bene così
la testa in bilico tra le spalle e i cartelli affittasi
guardo il mio cuore senza calzini
che si perde in un bicchiere d’acqua
e nessuno che mi sappia dire
chi attraversa chi
nell’immobile starsi a guardare.

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