E’ incredibile quanto io
assomigli ai sogni che faccio
e quanto sia uguale alle
cose che dimentico
mi racconto qualcosa davanti
al fuoco spento delle mani
che danno sollievo ad un
prurito di sole
o carezzano una guancia ferita da un sorriso esploso all’improvviso
ma sono dieci dita
racimolate nel cassetto delle cose lasciate andare
sono armi scariche spedite
alla guerra delle parole e dei gesti
e quando questi dieci
soldatini di carne e di ossa
mi diranno cosa hanno
stretto e cosa hanno dimenticato e cosa hanno soffocato
o in quale angolo hanno
perso la testa
io li sbatterò sul muro
sentendo un dolore privo di forza
li costringerò a mostrarmi
le forme che hanno inventato
ma la mia rabbia si
trasformerà in gelo
ci arrenderemo tutti immersi
nell’acqua rossa di un bicchiere
cercando alibi e appigli per
tenersi in piedi
almeno fino alla prossima
lotta
in cui affonderemo in un
corpo di carne tremante
sul pelo di un animale
in cui toccheremo i
lineamenti della realtà
o in tutta quell’aria che ci
viene incontro.
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