La tua faccia zoppica
forse Indossa diversi numeri di scarpe
l’ho vista scivolare
nella voragine di un fazzoletto
di un inverno passato
si è sfilata il sorriso e lo ha capovolto
come se ci fosse qualcosa dentro
e in effetti
la sabbia di risate a pioggia cadeva
sulle palpebre
dei tombini intasati
la tua faccia ora immobile
si regge con forza
al filo di lana che ciondola
in fondo ad un maglione
e continua a cadere
rimbalza goffamente
come un Super Tele quasi ovale
lanciato dal balcone
dove hanno piantato
luci intermittenti
e briciole di pranzi veloci
la tua faccia sconosciuta
a quelle mani chiuse in maschera
si sbraccia cercando di fermare
l’odore dei segni
di matita
sotto gli occhi degli appunti
di toccare gli anni incastrati negli specchi
e intanto annaspa
nel mulinello di un caffè
perdendo pezzi
che si depositano nel fondo scuro
tra lo zucchero e il futuro.
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