Trovarono un fiore e sette camicie pulite
Un pezzo di spago tra le
pietre sbiadite
Cenere rossa e musica sparsa
sul mare mosso
E la sua fisarmonica che
dormiva nel fosso
Si perde sempre qualcosa
fosse anche una scheggia di cuore
Lo disse l’alcolizzato
rivolto al liquore
Lo disse il cane fiutando il
padrone
Lo disse il vecchio alla
dentiera sul letto
Lo disse il capello sotto al
berretto
Si piange sempre
Dal lato sbagliato dell’occhio
Lo disse il foglio al suo
scarabocchio
Lo disse la goccia sopra lo
specchio
Lo disse l’amante alla notte
inoltrata
Lo disse il diabetico alla
cioccolata
Potremmo lucidare la notte
E cercare un segnale
Lo disse il malato
all’antinfluenzale
Lo disse lo sfrattato al suo
bilocale
Lo disse il testimone alla
deposizione
Lo disse il poeta alla sua
ispirazione
Tutti parlavano come api
nell’alveare
Mischiando le carte del dire
e del fare
Non si accorgevano che in
mezzo al rumore
La fisarmonica aveva ripreso
a suonare
Una musica stanca senza
salvezza
Che molti chiamano brezza.
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