Allo zoo hanno un nuovo
animale
Uomo libero si chiama
È l’ultimo esemplare
La gabbia che lo circonda
Ne umilia il nome
L’aria che respira
È pesante come un mattone
Ha le mani serrate sopra le
sbarre
Lo sguardo segue l’assurda
bagarre
Parla una lingua che nessuno
capisce
Il guardiano spaventato ogni
tanto tossisce
È pericoloso quello che dice
Parla di libertà e di
giustizia
Del mondo e della sua
sporcizia
Non dategli da mangiare
Ha già banalità cattiverie e
bugie
Con quelle ci si può saziare
Ha panettone regali e torrone
a Natale
E una gita al centro
commerciale
Per lui abbiamo un grande
futuro
Tanti sorrisi e una siringa
al bromuro
Per lui abbiamo un lavoro
E una settimana di fresco in
montagna
Una moglie e un’amante
E la domenica la lasagna
Abbiamo i giornali e la
televisione
Per renderlo bello forte e
coglione
L’uomo libero scuoteva la
testa
Guardando i sorrisi degli
uomini oppressi
Quelli che da fuori
sembravano liberi
Ma non avevano luce dentro
il cervello
E lui come una bestia portata
al macello
Disse:” scrollatevi di dosso
il vostro torpore
E non date alla vita un solo
colore”
Una mattina trovarono la
gabbia deserta
Due mozziconi una birra ed
una coperta
L’uomo libero era sparito
per sempre
La gabbia veniva pulita da
un inserviente
Il guardiano rimase si sasso
ma non disse niente
Non perse la calma baciò il
cellulare
Girava la voce che c’era un
altro esemplare.
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