Questo raggio di sole è un
enorme dito medio
è di poche parole
ed io non voglio ascoltare
mi prendo l’insulto con gli
occhi socchiusi
perché non voglio problemi
con le stagioni
hanno ragione
sono pazze bastarde
che non conoscono autoironia
ha ragione persino la sete
che spalleggia l’ombra di un
manichino annoiato che si gratta una mano
non dovevo parlarti di me in
terza persona
e guardare fuori dal
finestrino
come fanno gli appagati per
caso
ed immaginare
ragnatele su sere balorde
e parole infilzate in
molliche di pane
dita gelate a palpeggiare il
culo del fumo
pezzi di carta con le gambe
spezzate
non dovevo usare lo scotch
per le parti delicate
dell’anima
forse neanche l’inchiostro
per disinfettare
poche parole
un cucchiaio per fare un buco
nel muro
ed evadere da me stesso
col fiato grosso
e le scarpe sporche di fango
com’è strano sentirsi negli
occhi
la febbre che c’ hanno
raccontato
sagome deformate che tengono
il tempo
in una scatola di latta e guardano
lontano.
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