martedì 25 febbraio 2014

Poche parole


Questo raggio di sole è un enorme dito medio
è di poche parole
ed io non voglio ascoltare
mi prendo l’insulto con gli occhi socchiusi
perché non voglio problemi con le stagioni
hanno ragione
sono pazze bastarde
che non conoscono autoironia
ha ragione persino la sete
che spalleggia l’ombra di un manichino annoiato che si gratta una mano
non dovevo parlarti di me in terza persona
e guardare fuori dal finestrino
come fanno gli appagati per caso
ed immaginare
ragnatele su sere balorde
e parole infilzate in molliche di pane
dita gelate a palpeggiare il culo del fumo
pezzi di carta con le gambe spezzate
non dovevo usare lo scotch
per le parti delicate dell’anima
forse neanche l’inchiostro per disinfettare
poche parole
un cucchiaio per fare un buco nel muro
ed evadere da me stesso
col fiato grosso
e le scarpe sporche di fango
com’è strano sentirsi negli occhi
la febbre che c’ hanno raccontato
sagome deformate che tengono il tempo
in una scatola di latta e guardano lontano.

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