La poesia mi ucciderà.
Mentre cercherò di
addormentarmi
o appena sveglio
fango sugli occhi
erezione caffè sigaretta
a pisciare via birra
olandese e chiedere il permesso
ascoltando i colpi di tosse dietro
le spalle
tra le bestemmie del vento
e l’insalata marcia nel
frigo
quando i tuoi occhi chiusi
mi guarderanno
e sarò in controluce più
bello di una boccata di sole
dopo aver prestato
attenzione
sapendo di non rivederla più
quando un cane mi annuserà
il piede
e i pagliacci si struccheranno
con lacrime e vino
dopo aver ricevuto una buona
notizia
e confondere il freddo con
una carezza
o accasciato tra i “ tutto
bene”
e le gambe divaricate dei
“lasciamo stare”
mi ucciderà camminando su
spilli
spiando da finestre
immaginarie
mi ucciderà mentre tutti
parleranno
dei morti ammazzati
dei prezzi delle palestre
di cazzate scintillanti ciondolanti
sul collo
di Dio
o semplicemente d’amore
in un giorno di attesa e di
sbagli
quando tutti i denti di un
sorriso
si sgretoleranno in polvere
è sarò costretto ad
inventare la felicità
mentre urlerò tra le
lancette delle esplosioni
e sarò pane per i miei
sogni.
La poesia mi ucciderà.
Lo so.
Lasciandomi vivo.
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