sabato 9 novembre 2013

Freddo alla schiena


Chissà quanto hai impiegato a digerire le mie mani
salate di gesti sbagliati e gonfie di intenzioni rapprese
guarda questi fili che mi tengono dritto
corrono e si intrecciano tra le gambe della gente
e le loro parole tristi come gli scacchi mangiati
il freddo alla schiena è un ballerino che beve la nebbia
fa il suo spettacolo e sparisce leggero
mi lascia orme astute da spiegare
profumi di donne che non riconosco
chissà cosa pensa la pelle morta
uccisa da una carezza
o le unghie spezzate dall’ennesimo
tentativo di sopravvivenza
e lo specchio lasciato li fermo
quando vede soltanto il sole sul muro e bossoli di polvere
ci sono momenti in cui metto l’orecchio nella valigia
e sento gli angoli del silenzio sbattere intorno
che non ritorno nonostante mi aspetti
istanti appiccicosi che mi remano contro
in un abbraccio del tempo perso
che nella foga grida e mi infila un dito nell’occhio.

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