Perché sono un bugiardo
e dico solo la verità
mostro i miei organi interni
all’esterno
ma è un verso all’inverso
un miagolare di stelle
ho paura del buio
soltanto con la testa al
sole
e del sole non so che
farmene
se le mie mani
tremano nelle tasche
conservo fogli di ferro
ghiacciati e splendenti
dove posso specchiarmi
e riconoscermi nonostante la
ruggine
quello che so fare
è scrollarmi la pioggia
dalla schiena
e ridere della mia vocazione
all’incanto
posso aspettare ancora
confondermi e fantasticare
sulle macchie dei visi
dimenticati
sui liquori e sul fiato
sul fato
all’angolo della strada
dove la follia
porta a pisciare la
normalità
ed è un concerto per bocche
assenti
ho speso gli amori
risparmiato sul cibo da dare
al cuore
e sempre con un compasso
negli occhi
a tracciare il cerchio della
distanza
mi affaccio dalla mano che
mi sfiora il viso
e non posso negare di non
sentire
una vertigine alla pelle
leggera come una penna tra
le dita
che scarabocchia tutte le
parole
che non so dire.
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