Le facce intorno
nere di scoglio
io
come un bambino idiota
e un retino nella mano
cerco di cavarne fuori
un sorriso vivo
pulsante
una poltiglia d’anima
un premio di consolazione
una bottiglia da baciare
ma cazzo
la gente
mi fa sanguinare i denti dei
pensieri
mordo l’aria delle loro
parole
sempre le stesse
e mi sento come un fiore
sdraiato sull’asfalto
e affogato nella pioggia
tra la schiuma di vocali e
consonanti
ma li vedete
i coriandoli sul mare
come isole bugiarde
le lune in mutande
i cellulari impazziti
come animali al macello
i fantasmi
a sonnecchiare
su sedie mezze sfondate
no
non vedete niente
il vostro parlare
spiegare
convincere
è un sciame di api di piombo
un fastidioso rumore di
fondo
mi ritrovo
ad osservare
la punteggiatura delle
espressioni
scintillanti punti di
saldatura
l’unione tra la frivolezza e
la paura
sottolineare gli sguardi
con la punta affilata
della controvoglia
ma non riesco
a chiudere le parentesi di
certi oblii
quelli che hanno una coda di
piume d’inferno
ancorata alla polvere
che non mi fa respirare
e voi
continuate a parlare
convincere
e spiegare.
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