La tenda rossa è una lingua ruvida
dalla finestra spunta a
sussurrare parole
sembra che il vento non sia
mai stato qui
a danzare con la polvere
a cercare la luna sulla
criniera della notte
fiato di donna puntuale
che si guarda le gambe
riflesse sulle vetrine
qui l’attesa è un tappo di
birra
un calendario morto da un
paio d’ anni
una mano che saluta dalla
parte opposta del giorno prima
sembra che il vento
mi abbia scalfito sul viso
un sorriso da stagione inoltrata
esperienza rappresa per
permettersi una testa altrove
sembra davvero che qui abbia
visto il suo tempo migliore
questo vento di brividi
prematuri
di inspiegabile gioia che da
un vino corposo
o solo lo spazio che le
nostre braccia
contende alla furia del
tempo.
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