Dona il tuo esercito di
meraviglia
alla mia umida guancia
sinistra
sono ragni maldestri i tuoi
capelli
diventano appendice all’aria
che mi graffia il respiro.
Certo è che mentre parlo
la voce non rende giustizia
alla strada
che muove le mani e piega il
cielo
come una tovaglia macchiata
di nuvole esplose
nuvole nere di penna
impazzita
diventa un minuscolo pezzo di
tempo che sta dentro due dita.
Ho dormito tra due parentesi
tonde
per non essere chiaro coi
sogni,
ora accenno il sorriso della
partenza
sopra quel collo esposto
alle intemperie delle mie voglie
ma lo so ti lascerebbero
intatta e fumosa
un solo colpo di tosse.
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