L’inferno è sempre e comunque a portata di mano
il paradiso devi saperlo riconoscere
e non è detto che sia quello
basta sentire cosa pensa di noi
questo sole invernale
e guardare i visi tristi che incontri
il sabato pomeriggio verso le tre
quando per un solo minuto
non passa neanche un auto
e la strada sembra una lingua vuota
pronta ad accogliere una pasticca per il mal di testa
puoi scorgere su una panchina
l’alfabeto rinsecchito
di un pensiero ancora vivo
socchiudere gli occhi
come se sentissi con la vista
e respirassi con le mani
l’inferno è un camper
parcheggiato tra la gola che manda giù il fumo
e la vescica piena di
birra
sta li anche quando affondi in gomito in mezzo alle nuvole
convinto di avere l’unica risata del mondo
sta li anche quando sei ombra
quando corteggi la pioggia che ti hanno promesso.
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