Il mio Natale è una donna fredda
dentro una bottiglia di vetro
sirena tra le scarpe in promozione
carta da macello sangue d’argento
è l’aria indifferente degli spazzini
astronauti dell’alba
danzanti sulle foglie ammassate
carcasse gialle dell’estate
c’è musica in certi passi veloci
stress da ultimo minuto
il mio Natale maneggia la libertà
che non sa usare
è un amore di bocca buona
che verrà giustiziato da una parola
io vedo da qui il mio albero in fiamme
che veleggia attraverso i colpi di tosse
il mio Natale è un chilo di più negli occhi
la camicia macchiata di vino
auguri sereni di gente tremante
la linea sotto ai piedi una somma tirata
un vago ricordo tra il dare e l’avere
aspetto a labbra spaccate
che il cielo si faccia più scuro
sul mio cappello
sulle mie mani in tasca
sul pensiero fisso di essere Altrove.
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